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La CERVICALGIA rappresenta un dolore che colpisce il tratto cervicale della colonna in modo episodico durante la vita di ogni soggetto ed è caratterizzato da periodiche remissioni e livelli variabili di recupero funzionale.
L’eziologia è MULTIFATTORIALE e la percezione dolorosa dipende dall’elicitazione nocicettiva delle principali strutture innervate e presenti nella regione cervicale, come i muscoli, i legamenti, le articolazioni zigapofisarie e le radici nervose.
Nella maggioranza dei casi, il meccanismo eziologico non è evidenziabile e si tende ad attribuire all’insorgenza del dolore un’origine disfunzionale (cervicalgia “ASPECIFICA” o “comune”), in cui coesistono componenti infiammatorie, muscolari, meccaniche, posturali e neurologiche.

Si parla di PATOLOGIA “FUNZIONALE” quando di fatto non vi è un danno o una lesione evidente all’organo coinvolto, ma il disturbo si manifesta con un’alterazione della funzionalità.
Nel caso della DISPEPSIA FUNZIONALE ci si riferisce a pazienti che presentano un vasto quadro di sintomi che possono spaziare dal gonfiore addominale, all’acidità gastrica, nausea, vomito, eruttazione.

Con il termine FUNZIONALE si vuole indicare come, nonostante i sintomi, tutti gli esami diagnostici a carico di organi e tessuti siano negativi e di fatto non vi è danno strutturale: ciò non di meno la funzionalità dell’apparato digerente risulta compromessa.

È estremamente frequente come le persone sofferenti di CERVICALGIA lamentino comuni segni e sintomi annessi e connessi all’APPARATO GASTROENTERICO (reflusso gastrico, gonfiore intestinale, colon irritabile ecc).

Uno STUDIO in doppio cieco pubblicato pochi giorni fa (Oliveira et al 2018) ha indagato gli effetti di una singola sessione di TRATTAMENTO VISCERALE OSTEOPATICO sui seguenti parametri monitorati sia immediatamente post trattamento sia a distanza di 7 giorni:

  • dolore
  • attività elettromiografica del trapezio superiore
  • mobilità del tratto cervicale

I partecipanti , 28 persone sofferenti di cervicalgia aspecifica e dispesia funzionale, sono stati equamente suddivisi in due gruppi:

  • Gruppo Trattamento viscerale osteopatico
  • Gruppo Placebo

Le tecniche manipolative sono illustrate qui sotto:

Diverse ricerche hanno riscontrato come disturbi dell’apparato digerente possano portare ad un incremento di TENSIONI muscolari ed annesso DOLORE nelle strutture innervate dal corrispondente livello spinale attraverso quello che viene definito RIFLESSO VISCERO- SOMATICO.

Non è obiettivo di questo articolo descrivere le basi neuro-fisiologiche di tale riflesso, basti qui ricordare che la stimolazione dei recettori viscerali è in grado di comportare un aumento del tono muscolare a carico dello stesso metamero (per l’attivazione del circuito riflesso) provocando conseguenti modificazioni posturali dell’area corporea in questione.

Le possibili connessioni tra cervicalgia e dispesia funzionale possono trovare una loro esplicitazione sulla base dell’innervazione comune di muscoli e visceri sotto-diaframmatici (nervo frenico e nervo vago in primis) e su disregolazioni del Sistema Nervoso.

I RISULTATI dello studio hanno riscontrato una diminuzione statisticamente significativa dell’intensità del DOLORE nel Gruppo Trattamento vs Placebo ed una annessa diminuzione delle dimensioni dell’AREA CERVICALE di manifestazione del dolore stesso (p<0,001). I ricercatori hanno inoltre rilevato un significativo incremento dell’ampiezza del SEGNALE EMG del trapezio superiore sia immediatamente sia dopo 7 giorni dal trattamento (p<0,001) (gli input nocicettivi infatti provocano tra le varie conseguenze una diminuzione di tal segnale).

I dati possono confermare come i cambiamenti viscerali ottenuti mediante la manipolazione osteopatica siano stati in grado di promuovere modifiche nella soglia di attivazione muscolare al comune livello spinale interessato (base cranica e C1-C5).
La singola sessione di trattamento non ha invece raggiunto la significatività statistica nel parametro MOBILITÀ CERVICALE anche se nel Gruppo Trattamento vi è stato comunque un trend più favorevole rispetto al Gruppo Placebo.

TAKE HOME MESSAGE

Il lavoro di De Oliveira Silva, seppur sia uno studio pilota ed ulteriori ricerche dovranno essere svolte, offre conferma a quanto nella pratica clinica gli osteopati svolgono ormai da decenni.
Oltre alla fondamentale importanza della corretta/individualizzata alimentazione, strade non invasive come le manipolazioni osteopatiche ed esercizi di ginnastica respiratoria (o forme di attività fisica che contemplino accuratamente tale aspetto) possono rivelarsi decisive nei dolori e disfunzioni della colonna vertebrale e dell’apparato digerente così tanto frequenti nella nostra società.

BIBLIOGRAFIA
– Andréia Cristina de Oliveira Silva, Daniela Aparecida Biasotto-Gonzalez, Fábio Henrique Monteiro Oliveira, et al., “Effect of Osteopathic Visceral Manipulation on Pain, Cervical Range of Motion, and

Upper Trapezius Muscle Activity in Patients with Chronic Nonspecific Neck Pain and Functional Dyspepsia: A Randomized, Double-Blind, Placebo-Controlled Pilot Study,” Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine, vol. 2018, Article ID 4929271, 9 pages, 2018.https://doi.org/10.1155/2018/4929271.

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